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Paolo Rosa

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“Mai cedere rubare ingannare o bere, ma se devi cedere fallo fra le braccia della persona che ami, se devi rubare ruba il tempo che vuoi per te, se devi ingannare inganna la morte e se devi bere inebriati dei momenti che ti tolgono il respiro”
October 06

Muere Lentamente

 

Muere lentamente quien no viaja,quien no lee,

Muere lentamente

quien destruye su amor própio,

quien no se deja ayudar.

Muere lentamente

quien se transforma en esclavo del hábito

repitiendo todos los días los mismos trayectos,

quien no cambia de marca,

no se atreve a cambiar el color de su vestimenta

o bien no conversa con quien no conoce.

Muere lentamente

quien evita una pasión y su remolino de emociones,

justamente éstas que regresan el brillo a los ojos

y restauran los corazones destrozados

Muere lentamente

quien no gira el volante cuando está infeliz consu trabajo, o su amor,

quien no arriesga lo cierto ni lo incierto para ir atrás de un sueño

quien no se permite, ni siquiera una vez en su vida,

huir de los consejos sensatos...

¡ Vive hoy !

¡ Arriesga hoy !

¡ Hazlo hoy !

¡ No te dejes morir lentamente !

¡ NO TE IMPIDAS SER FELIZ !

                                                                      Pablo Neruda

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"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
 Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero sul bianco, e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della pioggia incessante.
 
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
 
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede
uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità."
September 17

Il Mio Pensiero

Cosa c'entra questo cielo lucido che non è mai stato cosi blu,
e che se ne frega delle nuvole,
mentre qui manchi tu.
Pomeriggio spompo di Domenica, come fanno gli altri a stare sù, non arriva neanche un po di musica, quando qui manchi tu.
E adesso che sei, dovunque sei, chissà se ti arriva il mio pensiero!
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere.

Cosa c'entra quel tramonto inutile, non ha l'aria di finire più,
e ci tiene a dare il suo spettacolo mentre qui, manchi tu.
Cosi solo da provare panico e c'è qualcun'altra qui con me,
devo avere proprio un'aria stupida,
sai com'è...Manchi te.
E adesso che sei, dovunque sei, chissà se ti arriva il mio pensiero!
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere.
E adesso che sei, dovunque sei, ridammelo indietro il mio pensiero,
dev'esserci un modo per non lasciarmi andare.

Cosa c'entra questa notte giovane
non mi cambia niente la tv
e che tristezza che mi fa quel comico..
quando qui manchi tu
E adesso che sei, dovunque sei, chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere.
e adesso che sei, dovunque sei, ridammelo indietro il mio pensiero,
dev'esserci un modo per non lasciarmi andare.
June 05

Il drago e la fenice

 
Non c'è vento
che possa sostituire
il tuo respiro.
 
Quando sarà grande la paura,
cercami con la mano...
Quando ci saranno giornate cupe
annega lo sguardo fino al cielo,
dove si unisce al giorno che muore.
 
Quell'immenso amore
che diventa brace e si consuma,
cercalo nelle vene
dove sgorgherà il mio tornare.
 
Come frutto di un'esistenza
rifiorita alla radice
dove tu eri il drago
e io la rivissuta fenice.
April 14

E' strano

ma quando rimani solo e ti soffermi a pensare di non avere più qualcosa, anche se l'hai avuta per poco,
ci si rende conto che in fondo fa un pò male anche se hai ripetuto a te stesso che saresti stato forte,
che non ti saresti più inginocchiato...
Non riesci nemmeno a sentire tutti i pensieri che sfrecciano nella testa,
non riesci a dare ordine al caos che i sentimenti creano...
Ma come si dice: "non può piovere per sempre".
Ma Rinasco ancora. 
 
April 13

Simboli

lupo
 
Il lupo viene posto in relazione, nella tradizione indiana, con la stella Sirio nella costellazione del Leone, dalla quale, secondo la leggenda, provenivano i maestri dell'antichità.
Anche il lupo infatti viene considerato un maestro, che dopo un lungo girovagare fa ritorno al suo branco per riferire delle sue osservazioni e delle sue esperienze.
Vive strettamente all'interno della famiglia, ma senza rinunciare alla sua indipendenza.
Si sceglie una compagna alla quale resterà fedele per tutta la vita.
Ululando alla luna si ricongiunge alla forza di questa, alla sua energia spirituale e alla forza dell'inconscio, via d'accesso alla conoscenza.
Il lupo ci può dare l'energia per insegnare agli altri, per aiutarli a comprendere meglio la vita e a trovare la loro propria strada.
Usando la forza del lupo possiamo riuscire a riprendere contatto con il nostro maestro interiore.
 
Il lupo rappresenta il legame forte con la Natura; è lo spirito che vive dentro la Terra, che sostiene la vita,
che alimenta il fuoco dei vulcani, che da forza ai venti e agli oceani, che ispira la poesia e l' arte,
che mi rende felice ogni volta che si lascia la civiltà, e ci si perde nel cuore di un bosco.
Ma il lupo e' anche altro; è la voglia di libertà, l'insofferenza verso tutto ciò che è dovuto,
l'odio per ogni forma di violenza e di sopruso, per la cupidigia degli uomini che hanno dimenticato chi li ha cresciuti
e continua a dar loro la vita, per la guerra dell' uomo contro se stesso e contro la Natura.
Il significato del lupo, nel cerchio sciamanico degli indiani nordamericani è il maestro.
Forse dentro ognuno di noi c' è un lupo che tenta di indicarci la strada,
anche quando questa sembra folle o stupida per le nostre menti istruite ed evolute.
 
fenice
 
«Un uccello mitologico, che non muore mai, la fenice vola lontano, avanti a noi, osservando con occhi acuti il paesaggio circostante e lo spazio distante. Rappresenta la nostra capacita’ visiva, di raccogliere informazioni sensorie sull'ambiente che ci circonda e sugli eventi che si dipanano al suo interno. La fenice, con la sua bellezza assoluta, crea un'incredibile esaltazione unita al sogno dell'immortalita’».
I cinesi hanno un gruppo di quattro creature magiche (detti "I quattro Spiritualmente-dotàti") che presiedono i destini della Cina, e rappresentano le forze primordiali degli animali piumati, corazzati, pelosi e con squame. Questi quattro animali sacri sono: Bai Hu (la tigre) o Ki-Lin (l'unicorno) per l'Ovest; Gui Xian (la tartaruga o il serpente) per il Nord; Long (il drago) per l'Est; e, per il Sud, Feng (la Fenice) , detto anche Fêng-Huang, Fung-hwang o Fum-hwang. Rappresentava il potere e la prosperità, ed era un attributo esclusivo dell'imperatore e dell'imperatrice, che erano gli unici in tutta la Cina ad essere autorizzati a portare il simbolo del Feng. Era la personificazione delle forze primordiali dei Cieli, e talvolta veniva rappresentata con la testa e la cresta di fagiano e la coda di pavone (ma siccome i cinesi desideravano dare al Feng i piu’ begli attributi di tutti gli animali, lo raffiguravano con la fronte della gru, il becco dell'uccello selvatico, la gola della rondine, il collo del serpente, il guscio della testuggine, le strisce del drago e la coda di un pesce). Nel becco portava due pergamene o una scatola quadrata che conteneva i Testi Sacri, e recava iscritte nel corpo le Cinque Virtù Cardinali. Si dice inoltre che la sua canzone contenesse le cinque note della scala musicale cinese, e che la sua coda includesse i cinque colori fondamentali (verde, rosso, giallo, bianco e nero), e che il suo corpo fosse una mistura dei sei corpi celesti (la testa simboleggiava il cielo; gli occhi, il sole; la schiena, la luna; le ali, il vento; i piedi, la terra; e la coda, i pianeti). Il Feng viene a volte dipinto con una sfera di fuoco che rappresenta il sole, ed e’ chiamato "l'uccello scarlatto": l'imperatore di tutti gli uccelli. Nato dal fuoco nella "Collina del Falo’ del Sole", vive nel Regno dei Saggi, che sta ad Est della Cina. Beve acqua purissima e si ciba di bambu’. Ogni volta che canta, tutti i galli del mondo l'accompagnano nella sua canzone di cinque note. Appare soltanto in tempi di pace e prosperita’, e scompare nei tempi bui. Diversamente dal Benu, il Feng puo’ essere maschio o femmina, e vivere in coppia , coppia che rappresenta la felicita’ della coppia di sposi. Al concepimento, e’ il Feng a consegnare l'anima del nascituro nel grembo della madre.
 
dragocinese
 
 Rappresenta il potere imperiale, l’eternità, la forza e la fertilità maschile.
 
 I draghi orientali sono perlopiù ritratti come buoni amici del genere umano, mentre quelli occidentali sono aggressivi e avidi di sangue. Nella sostanza, però, il drago è sempre se stesso e ha caratteristiche ovunque riconoscibili: forte, maestoso, vigile e dalla vista acutissima, e molto più antico degli esseri umani.
 
In Cina il drago simboleggia la perfezione sublimata e superata, è un «drago superiore e domato» che si è autopurificato e spiritualizzato.
 
In Oriente il drago viene associato al fulmine, alla pioggia e alla fecondità. In Cina è considerato un essere positivo e di grande saggezza, tanto che il trono dell'imperatore cinese era detto il Trono del Drago e la sua faccia il Volto del Drago. Le credenze cinesi affermano anche che, alla morte di un imperatore, esso volasse in cielo sotto forma di drago e che quando un drago si alza in volo, la pressione delle zampe sulle nuvole provoca la pioggia. Dire «la terra si unisce al drago» per i Cinesi significa che sta piovendo e una tradizione rurale cinese per invocare la pioggia consisteva nel fabbricare un grande drago di legno e carta, che poi veniva portato in processione.

Per gli orientali ogni elemento della natura possedeva un suo drago: il drago delle acque faceva piovere sulle piantagioni e il drago d'oro proteggeva i tesori celesti. I draghi orientali avevano anche una particolarità, le dita; i draghi normali avevano quattro dita, mentre quelli imperiali ne possedevono cinque. Secondo altre fonti i lung (draghi) indonesiani hanno tre dita, i lung giapponesi ne hanno quattro e i lung cinesi o imperiali ne hanno cinque. I draghi imperiali (detti anche draghi celesti) accompagnavano gli imperatori defunti fino a un grande palazzo, che si trovava al di sopra delle nuvole, non visibile ai mortali.

 
 

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